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Pace o Guerra ?

Riflessione sulla 94a Adunata degli Alpini a Udine attraverso le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo.

fonte Ansa: Meloni: “L’Ucraina vincerà”. Zelensky: “Non dimenticherò l’aiuto”

Sull’onda emotiva della 94a Adunata Nazionale Alpini a Udine Giorgia Meloni parlando ipocritamente di “Patria” ha tenuto a ricordare che:
“Oggi è la festa della mamma, ma noi abbiamo sempre un’altra mamma, che è la patria. Senza questi legami, non c’è niente che possiamo fare e l’amore per la “patria” deve essere la leva per risollevare il Paese”.
Amore per la patria ? Risollevare il paese ? Sottraendo fondi pubblici per mandarli all’Ucraina in guerra ?

Con quali risorse pensa di risollevare l’Italia quando dichiara che:
“L’Italia continuerà a fare la sua parte a 360 gradi” per sostenere l’Ucraina dal punto di vista politico, militare, umanitario e si candida anche a diventare “protagonista” della
ricostruzione”.


Ricostruzione dell’Ucraina quando l’Italia cade a pezzi? Ricostruire un paese sotto un governo nato dal colpo di stato realizzato con l’ingerenza e l’appoggio degli Stati Uniti d’America nel 2014? Di quale patria stiamo parlando? ” Si deve dimenticare e tacere sull’ingerenza statunitense in quel colpo di stato dove personaggi politici di spicco del governo americano si congratulavano coi golpisti? Per citarne solo due : John McCain e Victoria Nuland.


Assistiamo con rammarico come le istituzioni – in primis il parlamento italiano – violino
sistematicamente la Costituzione Italiana sottostando a comandamenti e/o pressioni sovranazionali come la NATO, l’UE e gli Stati Uniti d’America. Alle Camere viene ribadita la centralità dell’Alleanza Atlantica e degli impegni internazionali assunti dall’Italia, quasi che il Parlamento sia un organo che si limita a ratificare decisioni prese altrove.

L’ Articolo 11 della Costituzione Italiana recita:
“ L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;….…”.
E’ evidente che le iniziative belliche intraprese dal governo Italiano schierandosi apertamente a favore dell’Ucraina – che non fa parte ne dell’UE ne della NATO – e contro la Russia sono la conferma della sudditanza dello stato italiano a queste organizzazioni internazionali.
La guerra in Ucraina è chiaramente una guerra per procura fra Russia e Occidente sotto comando degli Stati Uniti e che in questo senso l’Italia agisce e si comporta come una colonia, mantenendo gli italiani ostaggi delle forsennate scelte politiche eterodirette che palesano la mancanza di una autonoma capacità di elaborazione e che le suddette scelte “politiche e comportamentali”  sono a tutti i livelli influenzate o condizionate dall’esterno, utilizzando i mass media come unica garanzia delle scellerate sanzioni autolesionistiche, per non dire suicide, contro la Russia e per confermare l’”utilità” dell’ invio di armi all’Ucraina, che sono per nulla decisioni sovrane e men che meno per il bene della patria.


Il 9 maggio il Parlamento Europeo in sessione plenaria ha deciso a larga maggioranza – 518 voti a favore, 59 contrari e 31 astenuti – che sul sostegno militare all’Ucraina venga applicata la procedura d’urgenza, per velocizzare l’iter di discussione sui provvedimenti che permettono ai paesi membri di reindirizzare le risorse economiche contenute nel Fondo di Coesione Sociale e nel PNRR– tra cui rientrano anche le risorse per pensioni e sanità – per destinarli alla fabbricazione e alla spedizione di munizioni a Kiev. Tutti i partiti italiani del governo di centro destra hanno votato a favore della proposta, e lo stesso ha fatto il Partito Democratico insieme a tutto il Partito Socialista Europeo.


In questo contesto geopolitico, la adunata degli Alpini a Udine è stata l’occasione per qualcuno di lanciare alcuni messaggi a dir poco preoccupanti riguardo un coinvolgimento più consistente dell’Italia nell’attuale conflitto bellico tra la Russia e l’Occidente in Ucraina. Le perplessità e i sospetti che qualcosa bolle in pentola scaturisce dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni personaggi di spicco del governo atlantista ed europeista di Giorgia Meloni riguardo la quasi necessità di ristabilire la leva.

Dichiarazioni alla stampa

*Premier Giorgia Meloni: “Se la patria è la seconda mamma, gli alpini sono la nostra seconda famiglia”, aggiungendo “il ritorno di una forma di leva è un tema che si può affrontare come ipotesi volontaria, in alternativa al servizio civile. Quello secondo me è l’approccio giusto”

*Presidente del Senato Ignazio La Russa:
“L’obbiettivo è rimpinguare anche le associazioni d’arma, che senza la leva vanno naturalmente invecchiando fino a esaurimento, e nello stesso tempo consentire a tanti giovani che lo desiderano di far parte delle forze armate, esprimere il loro desiderio di onorare la patria con un servizio quanto meno di un certo breve periodo di tempo su base volontaria”.
(N.d.R.: magari giusto il tempo per mandarli al fronte visto che in Ucraina stanno reclutando con la forza parte della popolazione a causa delle perdite umane purtroppo elevatissime ?)

*Ministro della difesa Guido Crossetto:
“Da sempre sono a favore di una riserva di giovani su base volontaria, preparati per scegliere
poi la vita civile, o il servizio sotto le armi. Presto ne discuterà il Parlamento“.

*Sottosegretario all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti:
“Gli Alpini nella storia hanno sempre rappresentato l’amore per la Patria, sia nei conflitti mondiali che in tante occasioni di calamità naturali, …………….“È auspicabile che possano intensificarsi le iniziative da svolgersi con gli studenti, soprattutto effettuando le guide nei luoghi della Grande Guerra, questa sarebbe l’occasione per tramettere sia insegnamenti di storia, che di amor di Patria”.
(N.d.R.: inizierà una campagna propagandistica e psicologica in cui per amore alla patria cercheranno di convincere parte della popolazione ad accettare la leva, per ora volontaria?)

*Il presidente del Senato, Ignazio La Russa ha dato il suo pieno appoggio alla proposta, ma chiarisce: “L’addestramento” militare “in tre settimane non ci può essere, ma se lo portiamo a 40 giorni, che è il tempo con cui una volta il CAR (Centro Addestramento Reclute) preparava la base di addestramento dei militari, allora 40 giorni potrebbero essere una “legge” che consente a chi lo vuole volontariamente di partecipare alla vita delle forze armate”, ha detto La Russa mentre gli alpini sfilavano.

D.C.

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